Dott. Gianluca Mancini - Sport e denti, perché sempre più atleti usano il bite sportivo
Performance atletica e occlusione: basi neurofisiologiche e biomeccaniche dell'uso del bite sportivo
Abstract
L'interazione tra l'apparato stomatognatico e la postura corporea è oggetto di crescente interesse nella medicina dello sport. Questo articolo indaga le correlazioni neurofisiologiche che giustificano l'uso del bite da parte degli atleti d'élite per ottimizzare le prestazioni e ridurre il rischio di infortuni.
Introduzione
Molti atleti professionisti utilizzano dispositivi intraorali (bite sportivi) non solo per proteggere i denti dai traumi (comune negli sport di contatto), ma anche durante discipline di forza o resistenza. L'ipotesi scientifica si fonda sul collegamento tra l'equilibrio occlusale, la catena cinetica posturale e l'attivazione muscolare globale.
Metodologia
Esame degli studi elettromiografici, stabilometrici e di performance che valutano l'impatto del corretto posizionamento mandibolare sui parametri fisici dell'atleta.
Risultati e Discussione

I meccanismi principali che collegano la bocca alle prestazioni atletiche includono:
1. Rallineamento Posturale: Malocclusioni o asimmetrie mandibolari possono indurre compensi discendenti lungo la colonna vertebrale, alterando il baricentro e aumentando lo stress asimmetrico sui muscoli scheletrici. Un bite neuromuscolare bilancia i contatti occlusali, riducendo l'energia spesa per il mantenimento dell'equilibrio.
2. Riduzione del Serramento (Bruxismo da sforzo): Sotto stress psicofisico, gli atleti tendono a serrare i denti. Questo provoca un'attivazione continua dei muscoli masticatori (temporale e massetere), che si riflette negativamente sulla muscolatura cervicale. Il bite riduce questo sovraccarico, riducendo i livelli di cortisolo ematico indotto dallo stress.
3. Ottimizzazione delle vie aeree: Alcuni bite avanzati avanzano leggermente la mandibola, incrementando lo spazio retrofaringeo e migliorando l'efficienza respiratoria (ossigenazione).